Le collezioni







Le collezioni

L’Istituto è proprietario di vari fondi di manoscritti, disegni, incisioni e volumi a stampa di interesse archeologico e storico-artistico. Fra questi sono compresi:

Fondo Lanciani: la biblioteca dell'archeologo Rodolfo Lanciani,  acquisita dopo la sua morte nel  1929, comprende oltre 1.500 volumi a stampa, più di 1.200 opuscoli, circa 700 miscellanee, 460 volumi rari, 18 codici manoscritti, quasi 17.500 pezzi tra disegni, incisioni e fotografie, oltre a varie raccolte di appunti manoscritti

Fondo de Rossi: contiene il manoscritto originale delle Inscriptiones Christianae Urbis Romae di Giovanni Battista de Rossi, acquistato nel 1930

Fondo Bernabei: conserva manoscritti di Felice Bernabei (1842-1922), fondatore del Museo Nazionale Romano e del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, acquisiti nel 1930 e provenienti in parte dalle sue carte personali  e in parte dall’archivio della rivista Notizie degli Scavi di Antichità, di cui fu direttore

Fondo Vessella: contiene oltre 1.000 volumi a stampa e quasi 2.000 opuscoli di storia della musica insieme a 50 volumi e oltre 400 fascicoli di musica manoscritta; fu donato dagli eredi del maestro Alessandro Vessella nel 1930

Fondo Possenti: conserva manoscritti, schede bibliografiche, fotografie e volumi a stampa relativi all’arte dell’arazzeria raccolti da Enrico Possenti (1872-1935) e ceduti all’Istituto nel 1937

Fondo Pagliara: conta circa 20.000 volumi comprendenti opere a stampa e opuscoli dei secolo XVI-XX e testi di archeologia, storia dell’arte, letteratura, teatro e musica dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi del XX secolo; fu donato all’Istituto nel 1928 dagli eredi di Antonino Pagliara

Fondo Ernst Waldthausen: acquisito nel 1938, comprende taccuini, fascicoli e fogli sciolti con disegni, lettere e manoscritti autografi di Salvator Rosa

Fondo Monneret de Villard: raccoglie volumi a stampa e manoscritti riguardanti l’arte copta, bizantina, orientale e romanica e le campagne di scavo in Africa e in Oriente intraprese dall’archeologo Ugo Monneret de Villard; fu donato nel 1956

Fondo Vincenzo Campanari: raccoglie i disegni originali della Pianta di Roma di Giovanni Battista Nolli del 1748

(i fondi citati sono in deposito presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma)

L’Istituto possiede inoltre un Archivio storico che conserva documenti pertinenti per lo più alla propria storia e attività. Di particolare rilevanza, oltre ai registri delle Adunanze e alla corrispondenza dell’Istituto per gli anni 1922-1942, sono i documenti relativi ai lavori di sistemazione dei Fori imperiali (1911-33), i manoscritti di Corrado Ricci (appunti per studi e pubblicazioni, corrispondenze, disegni), di Achille Bertini Calosso (1882-1955) e dello scultore Cesare Aureli (1844-1923), datati tra la fine del XIX secolo e il 1923.



Rodolfo Lanciani
(1845-1929)




Giovanni Battista de Rossi
(1822-1894)




Enrico Possenti
(1872-1935)






Il re Vittorio Emanuele III visita il Foro di Cesare insieme a Corrado Ricci, 1931 (Fototeca INASA)



Corrado Ricci dopo la visita del re al Foro di Cesare, 1931 (Fototeca INASA)



Roma, Foro di Cesare: trasporto della statua di Cesare, aprile 1932 (Fototeca INASA, inv. 18869)



Roma, Foro di Cesare: posa in opera delle colonne del tempio di Venere, ottobre 1933
(Fototeca INASA, inv. 61287)




 
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